| Ancora
storie di nemici...amici |
| Sabato
prenatalizio, sette di sera: fra shopping dell'ultima ora e cene,
le strade sono intasate. Perciò è con rassegnazione
che su una trafficata e stretta provinciale in mezzo ai campi, intravedo
una lunga fila di auto ferme. Il solito incidente. Non proprio il
solito: l'auto prima della nostra, lampeggianti accesi, ha investito
un animale. Sembra un gattino, si contorce. Senza troppo pensarci,
mi precipito a soccorrerlo: non è un gattino, ma un piccolo
di cinghiale. Un altro sfreccia ululando fra le auto in coda. Metto
il ferito nel bagagliaio, e mi accorgo che ce ne sono altri due, sul
ciglio della strada: morti o feriti gravemente. Eccoli tutti e tre
in auto, e appena riprendiamo velocità, si svegliano dal loro
terrorizzato coma, rotolano e grufolano. Sono vivi, e neanche troppo
acciaccati. Ma siamo già in città, in un traffico infernale,
con il bagagliaio pieno di cinghialetti: e che faccio ora? Il servizio
fauna e flora della Provincia, per fortuna, ci indica una clinica
veterinaria in cui portarli. Sono un mucchietto setoloso, nascondono
i loro morbidi nasoni nell'incavo delle ascelle per non guardare il
mondo pauroso. Per ora, vivranno. Non mi lamenterò mai più
per i grandi solchi che scavano in giardino. |
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