La lotta contro l'erba
alta non conosce requie. E come ogni battaglia, ha i suoi eroi e le
sue vittime. Più difficile stabilire chi è l'eroe e
chi la vittima. Per gli uomini, cui piacciono le eroiche sfide, tagliare
l'erba è una missione: almeno così è per la mia
dolce metà, che, lama alla mano, si dedica con tenacia e concentrazione
in ogni minuto libero alla difficile arte del rasare a zero. Erba,
e tutto quel che c'è in mezzo, sopra e attorno. Così
in un caldo pomeriggio mi ha chiamato, e mi ha mostrato, neanche troppo
addolorato, una rosa tranciata a metà. Non una rosa qualsiasi:
la mia rosa "per lui". Quella i cui fiori, di un bel rosso
vellutato scuro e sensuale, taglio -io che detesto sacrificare le
fioriture del giardino per farne mazzi da addobbo- come esclusivo
e amoroso omaggio. Non ho detto nulla, ho brandito in silenzio il
metro e mezzo di rigogliose spine -potete immaginare cosa ne avrei
fatto- e Terminator, implacabile, si è offeso: "Non l'ho
mica fatto apposta...Sei troppo permalosa! Dovresti dirmi, Caro
non importa, sono cose che succedono...".
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