IL GIARDINIERE IMPROVVISATO


La mia vocazione di "giardiniere" è nata qui, su questa collina argillosa a circa 700 metri slm, in una piccola cascina circondata da un bosco di castagni, betulle, noccioli, ciliegi e pruni selvatici. Questa zona è detta "la Moja", per analogia con il francese "mouillé": luogo paludoso e umido. In effetti qui le piogge sono frequenti ed abbondanti, tanto che all'inizio degli anni Novanta, quando ne abbiamo preso possesso, il nostro piccolo orto non richiedeva annaffiature e ci siamo dovuti procurare un vero armamentario di stivaloni, impermeabili, cerate ed ombrelli, senza i quali non si poteva girare neanche in estate. Le stagioni siccitose di questi ultimi anni hanno reso il terreno intorno più asciutto. La casa, su due piani, era circondata da vegetazione spontanea, tranne in un piccolo giardinetto recintato dove si trovavano, e si trovano tutt'ora, un'immensa tuja, due piccoli allori, qualche ortensia e qualche rosa tea. Una vicina sorgente alimenta la fontana, grazie alla quale non rimaniamo mai senz'acqua e senza zanzare.

 
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